Il Sindacato Italiano Lavoratori Finanzieri (SILF) esprime forte preoccupazione per il protocollo d’intesa sottoscritto in data odierna tra l’Agenzia delle Entrate e l’Arma dei Carabinieri, che interviene su ambiti strettamente connessi alle competenze istituzionali della Guardia di Finanza.
L’Ordinamento riconosce alle Fiamme Gialle un ruolo centrale a difesa degli interessi economici e finanziari del Paese e dell’Unione europea. La collaborazione strutturale con gli uffici dell’Amministrazione finanziaria, le funzioni esclusive di polizia del mare e l’interlocuzione privilegiata con gli organismi europei di tutela degli interessi finanziari dell’Unione, dall’OLAF alla Procura europea, sono il frutto di un preciso assetto normativo e di un’esperienza consolidata nel tempo: non si costruiscono, né si ridistribuiscono, con un protocollo.
Il patrimonio strategico, se non addirittura genetico, delle Fiamme Gialle – fatto di metodologie investigative, analisi di rischio e capacità operative costruite e affinate da generazioni di finanzieri – non può e non deve essere eroso da visioni espansive di soggetti istituzionalmente preposti ad altre finalità. Le competenze sono e devono rimanere distinte.
Il nostro rilievo non nasce da alcuna contrapposizione con l’Arma dei Carabinieri, alla quale vanno il rispetto e la stima per il servizio reso quotidianamente al Paese. Nasce, al contrario, dalla convinzione che l’efficacia dell’azione dello Stato dipenda dalla chiarezza dei ruoli. Moltiplicare i soggetti che operano sugli stessi ambiti significa esporsi al rischio concreto di sovrapposizioni operative, duplicazione di accessi e controlli, dispersione di risorse pubbliche e incertezza per cittadini e imprese, che hanno diritto di sapere con certezza chi sia legittimato a esercitare determinati poteri, soprattutto in ambito economico-finanziario.
Iniziative di questa natura, unitamente a quelle che tendono a conferire poteri di polizia alle Forze Armate, devono essere ponderate con la massima attenzione, soprattutto in una fase di forti perimetrazioni degli spazi democratici, e non possono prescindere da una chiara visione e da una precisa assunzione di responsabilità da parte della Politica.
Poiché le scelte che incidono sull’assetto delle Forze di polizia non possono essere affidate a strumenti pattizi tra amministrazioni, il SILF chiede un intervento formale, chiaro e risolutivo del Ministro dell’Economia e delle Finanze a tutela del lavoro costruito da generazioni di finanzieri. Un intervento che chiarisca anche come un rapporto istituzionale nevralgico quale quello tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate abbia potuto essere esteso, sebbene potenzialmente o maniera residuale, ad altre Istituzioni.